Lettera dal Brasile di denuncia dell’attività delle fondazioni neomalthusiane per legalizzare l’aborto per tutti i nove mesi
Gentile Direttore, Vi scrivo dal Brasile per chiedere aiuto a fermare un orribile
progetto di legge ideato dal governo del presidente Luiz Inácio Lula
da Silva che pretende LEGALIZZARE L’ABORTO
DURANTE TUTTI I NOVE MESI DELLA
GRAVIDANZA e che, una volta approvato, verrebbe usato dalle
organizzazioni internazionali che promuovono l’aborto in tutto il
mondo, con l’aiuto delle Nazione Unite, come esempio a essere
impiantato in altre nazioni, non esclusa l’Europa. Come spiego alla
fine della lettera, l’idea di fondo è quella che viene lavorata
dall’ONU, di dimostrare che i diritti umani non esistono nel
diritto internazionale se non dopo la nascita. È lamentabile, però
è così. Mai la dignità della vita umana è stata minacciata nei
suoi propri fondamenti come in questi ultimi anni. Scusatemi qualche
sbaglio d’italiano, chiedo il vostro aiuto.
Sono un italo brasiliano che accompagna le questioni riguardanti alla
difesa della vita con grande preoccupazione. Deputati
del Brasile il Progetto di Legge 1135/91, che include nella
sua redazione il sostitutivo del progetto elaborato dalla Commissione
Tripartita costituita dal Governo Lula nel 2005 e che pretende
legalizzare l´aborto facendolo completamente libero durante tutti i
nove mesi della gravidanza, dal concepimento fino al momento della
nascita.
Il deputato Jorge Tadeu Mudalen, attuale presidente della
Commissione di Securità Sociale e Famiglia della Camera dei
Deputati, dove sarà votato il progetto, deve nominare nei prossimi
giorni un nuovo deputato relatore per il progetto, perché
l´anteriore, la già deputata Jandira Feghali, ha perduto le
elezioni del 2006 giustamente a causa del suo impegno nel promuovere
questo assurdo progetto.
Informazioni provenienti della propria Camera permettono di affermare
che il Deputato Jorge Tadeu Mudalen è nel presente momento oggetto
di forte pressione perché nomini come nuovo relatore un deputato a
favore dell´aborto, anche sapendo che i parlamentari devono
rappresentare il popolo e un relatore a favore dell´aborto non
rappresenterebbe il pensiero del popolo brasiliano che è
schiacciantemente contrario alla legalizzazione non solo di questo
progetto che lo prevvede in tutta la gravidanza, ma anche se si
trattasse della legalizzazione dell’aborto nei primi mesi.
Chiediamo a tutti quelli che avranno letto il riassunto di questo
messaggio che si fermino qualche tempo a esaminare le informazioni
complete sottostanti su questo pazzesco progetto. La preservazione
della democrazia, che suppone il completo rispetto dei diritti umani da
parte di tutti i popoli, esige l´impegno dei cittadini non solo di
ogni singola nazione, ma dei cittadini dell’assieme di tutto il mondo
perché si mantengano informati chiaramente su como si avviano le
principali questioni riguardanti ai diritti umani. La promozione
dell´aborto, anche in Europa, è oggi un’azione internazionalmente
orchestrata da centinaia di organizzazioni che lavorano in rete mondiale
con l’appoggio attivo dell’ONU. L´aborto totalmente libero
durante tutti i nove mesi della gravidanza non è un´affare appena dei
brasiliani, giacché, sperimentato qui come pilota iniziale, sarà
poi proposto e imposto all´estero.
Chiediamo di scrivere un messaggio elettronico, inviare un fax o anche
fare una telefonata al Deputato Jorge Tadeu Mudalen, chiedendo, in
nome dell´universalità dei diritti umani che sono motivo di
preoccupazione per tutti, e non appena dei brasiliani, che lui non
tradisca i principi basici della democrazia nominando come relatore di
questo abominevole progetto un parlamentare non impegnato alla causa
dell´aborto. Che esso nomini come relatore un deputato che
rappresenti i veri fondamenti sui quali si basa la sana democrazia, il
primo dei quali fondamenti è il rispetto incondizionato alla vita
umana. Che venga nominato anche come relatopre un deputato che
rappresenti anche il vero pensiero della maggioranza del popolo
brasiliano. Il diritto alla vita non comincia con la nascita, come il
governo brasiliano e il diritto internazionale che si stà construendo
nelle Nazione Unite vogliono imporre a tutto il popolo brasiliano, e
che, una volta stabilito, si cercherà di espandere poi in tutto il
mondo.
Se non sei brasiliano e non parli il portoghese, scrivi o telefona
anche in italiano, che è ben compreso in Brasile a causa dei
moltissimi discendenti di italiano che qui vivono, e fai sapere al
deputato che le questioni che riguardano aI diritti umani sono oggetto
di vivissima preoccupazione da parte di tutta l’umanità.
In Brasile si capisce chiaramente che la pratica dell´aborto è un
delitto contro la vita umana. Però da diverse decade le grandi
Fondazioni Americani, come la Fondazione Ford, Rockefeller,
MacArthur, Packard e altre, con l’appoggio massiccio dell’ONU
che pressiona da più di dieci anni i paesi latino americani a
legalizzare l’aborto minacciandoli con accuse di violare trattati
internazionali di diritti umani se non lo fanno, versano ogni anno
almeno 20 milioni di dollari per pagare due centinaia di
organizzazioni, molte di loro fondate col denaro di queste stesse
Fondazioni, che lavorano esclusivamente per forzare il governo
brasiliano perché l’aborto non solo diventi legale ma anche una nuova
cultura.
Se ti sembra questa un’esagerazione senza fondamento, ti prego di
leggere il rapporto in spagnolo pubblicato dall’organizzazione
HazteOir intitolato “L’ATTACCO ALLA VITA:
L’ALLUCINANTE SFIDA DELL’ONU PER
IMPIANTARE L’ABORTO IN LATINO AMERICA”
[”Acoso y derribo a la vida: alucinante apuesta de la ONU por el
aborto en Iberoamérica”] nell’indirizzo web:
http://www.hazteoir.org/documentos/InformeAbortoIberoamericaDiciembre2006.pdf
Pubblicato da redazione il 24th Aprile, 2007 nelle pagine >> Attualità
Tags: aborto