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Dal Club di Roma al Partito democratico

Dal Club di Roma al Partito democratico

Il 7 aprile 1968, il già citato padre spirituale di Pannella, Aurelio Peccei, insieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali, fondò - con lauti finanziamenti della Fondazione Giovanni Agnelli- un’associazione non governativa, non profit, che ora vanta tra i suoi soci, economisti, uomini, d’affare, attivisti dei “diritti civili”, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di stato di tutti e cinque i continenti, che si chiamò il Club di Roma, perché in questa città si svolse la prima riunione presso l’Accademia dei Lincei.  Citiamo questa “benemerita” associazione sia per chi non ha mai sentito parlare di neomalthusiani in Italia prima d’ora e sia soprattutto perché nel 1972 con la pubblicazione del Rapporto sui limiti dello sviluppo, edito dal celebre Istituto di Tecnologia del Massachussets (MIT), allarmò il mondo con quella che si sarebbe rivelata poi una leggenda metropolitana secondo cui l’Umanità non può continuare a proliferare e nello stesso tempo crescere economicamente a causa delle limitate risorse materiali, predicendo un rapido esaurirsi delle stesse. Apriamo una parentesi per dire che ad oltre 30 anni di distanza dobbiamo constatare che le cose sono esattamente al contrario: in Italia ed in Europa si cresce poco dal punto di vista economico  a causa della scarsezza ed invecchiamento della popolazione. E vogliono pure i Di.Co! Ma sono veramente PACSI!, cioè per dirla in lingua napoletana-barese “Pecc(e)i”

 Ma chi era costui, proposto nei bei tempi andati, da Pannella, che a sua volta propone “il rientro dolce” della popolazione, cioè il “genocidio gentile”, già proposto dalla neomalthusiana eugenista e razzista Margaret Sanger, grande nemica di neri, italiani ed ebrei e di tutti pesi morti della società, nientepopodimeno che a Presidente del Consiglio! (A proposito di nemici sono curioso di sapere se Pannella odia “solo” i cinesini oppure tutti quelli con gli occhi a mandorla - il suo amico, il dott. nazionalsocialista-spartano, Antinori Severino, va gridando per televisione che “i mongoloidi non hanno il diritto di nascere”- oppure tutti gli uomini. Credo che sia valida la terza ipotesi, che sia, cioè, antropofobo. Peccato! Avevo preparato per lui ed Antinori questo bello elogio che il compianto prof. Jerome Lejeune scopritore della trisonomia 21 faceva degli Spartani. “E’ proverbiale - diceva Lejeune - il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Lo scopo era quello di arrivare ad una razza superiore. Invece non fu così e resta il dubbio che Sparta sia scomparsa dalla storia, perché, eliminando i più deboli fisicamente, finirono per prevalere gli stupidi o se perché, essendo stupidi, decisero di eliminare i più deboli”. In compenso, a parte, (vedi pag. 20 e segu.)  pubblico e commento una lettera di Pannella).  Peccei che fu per trent’anni a capo del Consiglio Economico dell’Istituto Atlantico, manager di primo piano della FIAT di Gianni Agnelli, che come tutti sanno era amico di David Rockefeller e  come lui condivideva l’idea di un governo mondiale, fondò il Club di Roma proprio per trovare la strada “giusta” per arrivare ad un governo  mondiale,  cioè  al  controllo   globale   del mondo ad opera di banchieri ed un’èlite di intellettuali. Tra i finanziatori del suo Club ci fu anche l’istituto German Marshall Fund, che comprende tra i suoi soci, tra gli altri, l’onnipresente David Rockefeller, il principe Filippo d’Inghilterra   (Sì! proprio quello che ha detto che se potesse  vorrebbe reincarnarsi in un virus per poter distruggere il cancro del pianeta terra e cioè l’uomo), Milton Cage, presidente della Fondazione Ford, ecc., ecc., ecc..  Nel suo libro “La qualità umana” del 1974, nel riferire lo scopo della nascita del Club di Roma, il candidato di Pannella a Presidente del Consiglio dei Ministri,  confessò il vero motivo per cui il Club commissionò e diffuse in dodici lingue il Rapporto “I Limiti dello Sviluppo” . “…per fortuna - scrive - al Club di Roma è occorso molto meno tempo [solo 4 anni rispetto ai 10 degli Achei] per trovare il suo cavallo di Troia e conquistare una prima posizione strategica, in una grande battaglia che è appena iniziata… [contro l’uomo, la vita,la famiglia].  “Il Cavallo di Troia” per poter  terrorizzare la gente e per poterle farle accettare  ogni tipo di soluzione anche la più iniqua ed illiberale, anche quella del controllo demografico attraverso l’imposizione dell’aborto di massa per scongiurare la catastrofe umanitaria, è stato appunto la favola delle scarsità delle risorse del Rapporto Meadows, come viene anche chiamato il rapporto del MIT, dal nome della prima firmataria. [Il terrorizzato, pur di attaccarsi a qualcosa che possa rassicurarlo e liberarlo dal suo stato di sofferenza e disperazione è disposto a credere e a fare tutto, ma proprio tutto quello che terroristi neomalthusiani gli propongono per uscire dal suo stato di angoscia paralizzante. Essi giungono anche a ricattarlo, perché se non fa come dicono loro, lui diventa responsabile morale,- anche se per i Dittatori del Relativismo non esiste nessuna legge morale - non solo della sua rovina, ma di quella dell’intera umanità. Per i neomalthusiani, insomma, il terrorizzato diventa un incapace d’intendere e di  volere, una marionetta nelle loro mani, perciò ci terrorizzano sempre più con favole sempre più brutte, con psicosi collettive sempre più angoscianti (Esaurimento delle risorse, inquinamento, glaciazione, surriscaldamento, desertificazione, sconvolgimenti climatici, accanimenti terapeutici, ecc.) con lo scopo di farci accettare le loro soluzioni  che conducono ad un lieto fine… per loro, ma che sono solo finali.]

Il candidato di Pannella, che si chiedeva: “… se tutto sommato rispetto al maestoso fluire dell’evoluzione l’homo sapiens non rappresenti un fenomeno deviante” e che (da membro del vero Movimento per la Vita, di cui si dichiarano soci tra gli altri Emma Bonino, lo stesso Pannella e Capezzone) affermava sicuro: “Un comportamento aberrante della nostra specie la rende colpevole davanti al tribunale della vita. Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può non definire cancerogena”, in questo suo libro ci rivela finalità e metodi de  “I signori del mondo”, come Dimitris Evagghelopulos, chiama i Neomalthusiani nel suo libro, intitolato appunto,  “I kyriarchi tou kosmou“, Ekdhosis Archetipo, Atene, che faremmo bene a conoscere, temere e combattere, se non vogliamo perire.

“Il Cavallo di Troia” del Rapporto Meadows, purtroppo, diede il là ai neomalthusiani americani per pensare alla legalizzazione dell’aborto di massa, per limitare le nascite, ricorrendo alla Corte Suprema Federale, servendosi del solito caso pietoso, falso, come loro. Il che puntualmente avvenne il 22 gennaio 1973, quando la Corte dichiarò incostituzionali le leggi degli Stati che vietavano la pratica dell’aborto, dando ragione a Roe versus Wade. Solo che Roe, alias Jane Roe, alias Norma McCorvey, ora pentita del suo gesto, aveva mentito dichiarando di essere rimasta incinta dopo essere stata violentata da una banda. Ma tant’è “i figli dei gatti acchiappano i topi”, così i neomalthusiani sono menzogneri ed omicidi come il loro padre Satana.

Quello che è successo nel Mondo dopo questa storica sentenza è a tutti ben noto. Al grido di “aborto libero, gratuito e subito”(così tutti diventeremo civili e ricchi come gli Americani), più di un  miliardo di bambini sono stati uccisi dagli Stati nel grembo delle loro madri.

Ma cosa è successo in Italia in questi anni e come la Chiesa ha affrontato questo ciclone abortista?

Praticamente non c’è stata alcuna barriera, opposizione e resistenza  fino al 2005. Addirittura si è giocato allo scarica barile, la Chiesa accusa l’ex DC, non solo di non aver bloccato  nel ‘78 la legge sull’aborto , ma anche che essa porta la firma di tre democristiani e la firma che fa più male ancora adesso è quella dell’ex partigiana cattolica, Tina Anselmi, prima donna italiana a diventare ministro, perché qualcuno la vedeva come esponente di un vero femminismo  capace di bloccare  quello crudele e violento della Bonino e della Facci, che considera tuttora  i figli e la famiglia nemici della donna. L’ex DC e i suoi residuati, a loro volta, accusano la Chiesa gerarchica con le sue organizzazioni cattoliche di non essersi mobilitate ed hanno ragione. Già infatti la gerarchia d’allora accusò le associazione cattoliche di non essersi mobilitate, ma a chi spettava mobilitarle?

La pagina più vergognosa della storia della Chiesa Italiana fu scritta poi il 17 maggio 1981, quando si straperse il referendum sull’aborto che si poteva stravincere, perché i vescovi e i preti, invece che da pastori, si comportarono da “cani muti”. Bastava che i preti parlassero in chiesa per salvare da morte milioni di bambini innocenti, il cui sangue grida vendetta non solo nei confronti di chi li ha uccisi, ma anche di   chi   aveva il dovere di difenderli e non lo ha fatto. Ed infatti dove i preti parlarono i Sì stravinsero anche con  il 61%, mentre nei capoluoghi di diocesi dove i vescovi stettero muti si straperse. Dopo l’81 la pratica aborto fu praticamente archiviata. I vescovi, dando esempio di grande coraggio, prima virtù richiesta a loro secondo Giovanni Paolo II, con i soldati a disposizione che avevano non potevano pensare anche alla tragedia dell’aborto, meglio rimuoverlo dalla predicazione e dalla pastorale - in più si evitavano anche fastidi e grane con quel mostro mediatico di Pannella -, e le associazioni e i movimenti cattolici continuarono a coltivare i loro carismi come se nulla fosse successo in quel tragico 17 maggio 1981.  (Fu talmente infausto il risultato di quel referendum che gettò nel dolore e nell’ambascia non solo i cristiani italiani, ma quelli di tutti il mondo, - la beata Madre Teresa di Calcutta ne rimase esterrefatta-:

1° perché  si pensavano ai milioni e milioni di uomini e donne che  avrebbero perso la vita,

2° perché le forze del male avevano stravinto e sembravano aver  spezzato le reni alla Chiesa, che per giunta  aveva un  Papa che  lottava tra la vita e la morte;

che giusto dopo quaranta giorni di passione della Chiesa qui in terra e di fervide  preghiere di quella purgante e trionfante, Maria ottenne da Dio Padre di poter apparire a sei ragazzi a Medjugorje per portar soccorso alla navicella di Pietro che stava per essere travolta dai flutti.  Ho fatto questo inciso per il carissimo  Padre Livio di Radio Maria, che si chiede perché la Madonna è apparsa proprio il 25 giugno e si affanna a contare 40 giorni a partire dal 13 maggio, giorno dell’attentato al Papa. Al carissimo collega d’allora, in quanto ad attacco manifesti contro l’aborto (scusate la civetteria, ma paragonarsi a Padre Livio, sia pure come attacchino, serve a sollevare il morale ed è un antidoto contro tutti i calcioni e umiliazioni, che uno che lotta per la vita deve subire), voglio dire che tra il 13 ed il 17 maggio il giorno di gran lungo più critico per la  Chiesa è il 17. Agli occhi del Mondo sembrava che il cristianesimo nell’Italia del Papa non contasse più nulla e fosse ormai al capolinea).

Solo un piccolo nucleo di persone di buona volontà appartenenti al Movimento per la Vita, sopportato se non addirittura osteggiato dal mondo cattolico, ha tenuto viva la fiammella della difesa della vita, ma ritenendosi troppo piccolo per combattere i mostri dell’abortismo nazionale e mondiale ha preferito tenerla sotto il moggio, temendo che se avesse denunciato l’orrore dell’aborto ed attaccato apertamente  i nemici della vita sarebbe stato subito sopraffatto dal loro potere mediatico, economico e politico. La strategia della sopravvivenza, già criticata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta, a cui non piacevano i MpV Europei, perché solo alcuni dei suoi appartenenti era finiti in carcere per difendere i bambini dall’aborto, al contrario degli americani, dove in molti vi erano andati, però, si è rivelata, a dir poco, controproducente: non solo non si è riusciti a difendere i bambini e le loro madri dall’aborto e frenare la mentalità abortista, ma nemmeno ad accendere l’amore alla vita nella Chiesa ed infatti ci sono  tuttora preti che ignorano addirittura l’esistenza del MpV.  Così  i laici, a cui la gerarchia raccomanda sempre di non sottrarsi alle sfide del mondo contemporaneo, non venivano messi nemmeno a conoscenza della grave minaccia neomalthusiana ed i temi della vita e della famiglia non trovavano  posto né nei seminari e né nei vari progetti culturali elaborati in questi anni per far fronte…ecc.ecc. Essi che devono mettersi in gioco ed accettare “la prima  sfida, che è la difesa della vita”, come diceva Giovanna Paolo II, non sono mai scesi in campo, preferendo fantasticare di improbabili vittorie negli spogliatoi. I dirigenti dell’Azione Cattolica, l’associazione per statuto più legata alla gerarchia, da cui provengono molti leader  del Partito Democratico, (di cui è  lecito chiedersi che sarà mai se, mentre era ancora in potenza ha spezzato le catene che tenevano legate le mani in Europa agli scienziati che volevano servirsi degli embrioni come cave d’organi ed ha partorito i DI.CO!),  non hanno mai scritto un rigo nelle loro riviste sulla Giornata per la Vita fino alla presidenza di Paola Bignardi. Su queste si poteva liberamente scrivere di tutto, anche, in nome della scelta religiosa, per es.  di “angosciose convergenze”, perché dopo che nella cattolica Spagna anche in Germania si prevedeva la vittoria dei cristiano-democratici e nessuno aveva niente da ridire, ma di difesa della vita proprio no. “La pugnalata alle spalle”, di cui ha parlato un vescovo, riferendosi alle sessanta firme raccolte da deputati e senatori della Margherita per indurre la vergine Rosy Bindi a concepire   i DI.CO. è sì un colpo inferto da traditori, che per poter salire sull’asinello del Partito Democratico si vogliono disfare del “fardello” della famiglia, ma è anche una conseguenza  dello scarsissimo interesse della Chiesa Italiana per la vita e la famiglia in questi ultimi trent’anni. La dichiarazione unilaterale di non belligeranza, il principio secondo cui non bisogna opporsi al male, ma proporre il bene, per somma nostra grande disgrazia, mentre ha reso pressoché inefficaci le prese di posizioni di Giovanni Paolo II, le cui grida contro i crimini dell’aborto ed in difesa della famiglia sono stati subito soffocati dai pacifisti strateghi di “sotto il moggio” che, molto umilmente si credono superiori al Papa e a Madre Teresa e che hanno provveduto subito a sistemare in polverosi scaffali anche l’Evangelium Vitae,  ha dato praticamente carta bianca agli anticlericali, anti cinesi, anti famiglia, anti “pesi morti”  (handicappati, vecchi decrepiti, ammalati allettati, terminali ecc.), anti pensionati (parassiti sociali), anti cristiani, anti domenica, anti bebè, anti umani radical-neomalthusiani, che hanno potuto  fare il bello e cattivo tempo, fino ad imporre con una facilità incredibile, -pari sola a quella con cui Carlo VIII di Valois dalla Francia arrivò a Napoli -, la loro egemonia nella cultura, nei costumi e nelle leggi, senza praticamente essere ostacolati, ma anzi favoriti da molti teologi, intellettuali, giornalisti cattolici stupidi (la stupidità, secondo Bonhoeffer, non è mancanza di intelligenza, ma è deficienza di umanità e solo chi è senza cuore può favorire i predicatori dell’ amore libero - da ogni fedeltà, profondità,  definitività, felicità -, dell’aborto libero, dell’eutanasia, della droga  libera  -di ridurre in schiavitù e condurre alla morte milioni di giovani-). Siamo arrivati al punto che i cristiani ora sono considerati cittadini di serie B, dhimmi (gente del Libro, non mussulmana, costretta a pagare una tassa per essere lasciata in pace nell’impero arabo-ottomano), secondo l’espressione di Magdi Allam, per non aver voluto contrastare i malvagi. E purtroppo sono in molti i cattolici, anche importanti, anche ex presidente della Repubblica, primi ministri, politici di ogni specie, che si considerano dhimmi e che per giunta, oltre al tributo richiesto dai radicali del silenzio di fronte alla loro protervia, arroganza, malafede e  cattiveria, offrono in più spontaneamente interessamento, onore e stima ed anzi qualcuno non si vergogna di dichiarare la propria amicizia a questi folli tiranni, pur di poter ingrassare in pace. Solo il cardinale Ruini ha compreso le conseguenze nefaste di questa incondizionata resa dei chierici e laici cattolici, cittadini di serie b, ai più forti, ai terribili radicali ed ha rivendicato non solo stima e pari dignità, ma è intervenuto con decisione per fermare la barbarie radicale, che attraverso il referendum sulla legge 40/2004 voleva stabilire con il ricorso alla volontà popolare che l’uomo è solo un animale, come dice Darwin, da vivisezionare e sfruttare a piacimento. Il 13 giugno 2005 ha segnato una battuta d’arresto per questi barbari radicali neomalthusiani. Ma, purtroppo, come era del resto prevedibile, non si sono arresi, non si sono fermati ed è bastato un attimo di disattenzione ed un po’ di fiducia nel partito di Rutelli, il quale doveva farsi perdonare la sua scelta astensionista al Referendum, per farsi cogliere di sorpresa dalla mossa di quel mezzo ministro di Mussi, che ha cancellato la firma dell’Italia dalla dichiarazione etica che proibiva all’UE di finanziare esperimenti sulle cellule staminali embrionali. Disattenzione e imprudenza che sono costate care. Il 20 dicembre del 2006, Ernesto Galli della Loggia, dalle pagine del Corriere della Sera, dopo aver indorato la pillola, sentenziava che sì il Papa e Ruini, quando parlano suscitano un certo interesse, però, “gli intellettuali  cattolici sono tanti, ma insignificanti“- Qui il termine intellettuali sta per tutti, l’editorialista del Corriere ha usato una figura retorica con la quale si indica la parte per il tutto, ad es. si usa il termine albero per indicare l’intera nave. Che le sue parole siano state intese come un’esortazione per Prodi a procedere sicuro, senza incertezze e tentennamenti sulla via dei PACS, ne sono la riprova sia la velocità impressionante con cui sono stati varati i DI.CO e sia anche i 60 pugnalatori  della Margherita, che non ci hanno pensato un attimo a passare il Rubicone,   pensando bene che fosse altrettanto facile sbarazzarsi della famiglia, così come era stato per l’infinita dignità e intangibilità dell’uomo allo stato embrionale, senza troppi danni (elettorali) e che, perciò, ne hanno approfittato subito per firmare…la loro condanna e scomparsa dalla Storia. Dopo la distruzione dell’embrione e della famiglia ci sarà, infatti, per effetto domino non solo la distruzione dell’Unione che ha vinto le lezioni nel 2006, ma anche della stessa Unione Europea.   Ma se la Chiesa, le associazione laicali, i movimenti, gli ordini, le congregazioni, le confraternite, le fraternità, le Opere, gli Istituti, i comitati, le alleanze, le parrocchie,  i circoli, le pie unioni, le scuole, le università ecc. si fossero mobilitate in difesa dell’embrione, quel colpo alle spalle i nostri sessanta si sarebbero ben guardati dall’infliggere e non ci saremmo ritrovati con tanti laici cattolici, fieri di essere ora nel parlamento  solo laici, cioè radicali e neomalthusiani, cavalieri senza macchia e senza paura dell’anticlericalismo più abbietto e viscerale.

La Chiesa Italiana ha sulla coscienza quasi cinquemilioni di bambini uccisi con la 194/78, ha dalla sua trent’anni di disinteresse sui temi dell’aborto e della vita (tuttora ci sono vescovi che non  ne vogliono proprio sentire parlare di aborto, tanto è vero che in tantissime diocesi italiane, anche molto popolate, non si fa niente, ma proprio niente di serio  per difendere la vita nascente) non era possibile che i nodi non venissero prima o poi al pettine ed ora si trova ad essere perseguitata addirittura dai suoi. Male ha fatto a non ascoltare e a stringere il bavaglio intorno alla bocca di Giovanni Paolo II, che gridava ad una mobilitazione generale per distruggere “la congiura contro la vita”, ha preferito ascoltare i radicali e “non fare crociate” ed ora…il Pd, un minaccioso nuovo soggetto politico, che non promette niente di buono.

Alla fine di questo paragrafo un’altra strigliatina a quei deputati, figli degeneri di una Chiesa, madre snaturata, (perché senza amore verso “i più poveri tra i poveri”, cioè i bambini nel grembo materno), onorevoli che si ostinano ancora a dichiararsi cattolici, mentre sono solo ignari attori del complotto neomalthusiano contro la vita e la famiglia, destinati ad essere la coda dell’asino del Partito democratico, portato per le redini da Pannella, mentre  credono di essere saliti sul treno del progresso: fatevi bene i conti, non andate dietro a chimere e a false illusioni, perché in premio avrete solo un po’ di sterco neomalthusiano, e cioè, nichilismo, disperazione e morte, per voi, le vostre famiglie e per l’Italia. Anche un ex deputato del PCI, l’on. Pietro Barcellona, mette in guardia da Pannella, in quanto “seminatore di illusorie libertà estratte, che dissolvono ogni idea di legame comunitario, di responsabilità collettiva, anche etica”.  

Posted by admin on March 21st, 2008 No Comments

Pannella è un neomalthusiano?

Primarie dei Cittadini: energia. Marco Pannella www.beppegrillo.it/2006/02/primarie_dei_ci_

Marco Pannella mi ha inviato questa lettera sulle Primarie dei Cittadini sull’energia. In realtà è dedicata all’eccessiva natalità e ai pericoli che ne derivano per il nostro futuro.
“Caro Grillo,
tu conosci quanto mi siano propri ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti rinnovabili per andare alla riduzione degli sprechi, al far tesoro della spazzatura che sommerge e inquina il mondo, alla promozione ed alla tutela dei produttori indipendenti. Scusami ma non ce l’ho fatta, con i casini nei quali sono stato impegnato, diciamo totalmente, a scriverti prima sul tuo documento sulle risorse energetiche.

Va bene, vai avanti! Non è certo per il ritardo che ti devi scusare, ma per quello che scrivi, caro “compagno” degli ipercapitalisti neomalthusiani.
Comunque non tutti i mali vengono per nuocere, il documento è utile, prezioso, ma (mi) urge anche “altro”.
Beppe, “quanto, cosa, come consumiamo - e produciamo” è il problema che con e grazie a te si può sperare ora di affron-tare; per tentare di tappare le falle aperte da decenni di politiche energetiche sciagurate, dove il petrolio è stata la benzina della corruzione dei partiti e degli Stati, della creazione e del mantenimento di dittature sanguinarie.

Sono i soldi della Fondazione Rockefeller, la benzina che corrompe la tua coscienza ed il tuo cervello in-sieme a partiti e governi traditori che stanno portando allo sfacelo i loro popoli.
Ma alla base, all’origine di tutto, dobbiamo chiederci e sapere: tutto questo per chi è, di chi è? Insomma “Quanti siamo?” “Energia”, per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi di “persone”, di consumatori?

Notare “persone” tra virgolette.
Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo?

Tradotto: il governo cinese ha ragione. Ma non sei liberale-liberista-libertario?
Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero so-vietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…

Cosa vi ricorda?

Uno - “La gente si riproduce come bestie.” — Thomas Ferguson

Due - “La popolazione messicana dev’essere dimezzata. Sigillare i confini e starli a guardare mentre strilla-no.” — William Paddock

Tre - “Ci sono solo due modi per evitare un mondo di dieci miliardi di persone. O i tassi di natalità adesso scendono velocemente, oppure debbono salire i tassi di mortalità. Non c’è altro modo.” — Robert McNamara

Secondo voi, queste idee innovative sono uscite dalla testa di Pannella dopo una canna di troppo, oppure hanno origini più lontane?

Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come coessenziale per rea-lizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.

Non vi sembra che “Rientro dolce” sia la traduzione italiana di “Genocidio Gentile” dell’arrabbiata neomalthu-siana, Margaret Sanger,che faceva, tra l’altro, coincidere la vera carità con l’eliminazione dei “pesi morti dei ri-fiuti umani”!?
Lo ripeto: fascismo, nazismo, comunismo stalinista, fondamentalismi vaticani,
talebani, e quelli nazionalisti e razzisti hanno rilanciato in questi giorni dissennate politiche nataliste.

I governi razzisti ci impongono di procreare, per fortuna c’è il governo cinese…
Avete capito bene cosa sta dicendo? Provate a rileggere, vedete se vi riesce di capire bene .
Oggi, in questi giorni, in Italia i programmi elettorali, i congressi dei partiti recitano un dogma comune: la “difesa della famiglia”. E per “famiglia” intendono la riproduzione continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé, sovvenzioni e detassazioni alla famiglie più numerose… Non una voce si alza contro, a parte i… so-liti… Radicali? Rosa nel Pugno? Margherita e Udc, Mastella e Lega trainano possenti, a rimorchio F.I. e in ginocchio perfino i DS, “Verdi” e Comunisti “distratti”.

Sì! Abbiamo capito! Finalmente si sa:
- perchè Prodi,dopo aver promesso 2.500 Euro all’anno per tre anni ai neonati, ha tolto loro anche il bonus di mille euro,
- perché dopo aver promesso i due terzi del “tesoretto” alle famiglie le ha lasciate con un palmo di na-so,
- perché ha procreato i DI.CO
Per realizzare il suo (cioè di Rockefeller, che parla attraverso il suo portavoce, Marco Pannella) pro-gramma di governo: far fuori bambini e famiglie. Ed ahinoi! Prodi (cioè Rockefeller) rischia di riuscir-ci.
La famiglia? Quale? Quali diritti sociali, “etici”, politici per i suoi “costitutori”, donne e uomini di ogni latitudine, colore, opinione, religione?

Cosa stai cercando di dirci?
Beppe: anche tu hai l’età per ricordare - siamo ancora in tanti - ma stiamo per essere travolti se gli “altri”, i “giovani” non sanno: “Dio, Patria, Famiglia”. La “bomba” non è quella “nucleare”, se non in termini di rischio, di pericolo. Ma la “bomba demografica” deflagra da più di un secolo e sul suo cammino distrugge tutto: natura, umanità, pianeta, appe-sta il mondo e i suoi dintorni.

Lanciamo anche questo SOS, questo MayDay? Io sono pronto, da tempo a dare una mano, e di più. Dai tempi del Club di Roma, quando proponemmo Aurelio Peccei (e chi sarà mai?) a Presidente del Consiglio…

Ripeti? Non ho capito bene.
Lanciamo anche questo SOS, questo MayDay? Io sono pronto, da tempo a dare una mano, e di più. DAI TEMPI DEL CLUB DI ROMA, QUANDO PROPONEMMO AURELIO PECCEI (E CHI SARÀ MAI?) A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO…
Ebbene sì: Pannella e Peccei sono pappa e ciccia. E chi sarà mai costui? Indovina indovinello?
Aurelio Peccei è il fondatore del Club di Roma, nonché costruttore -con i soldi di Rockefeller, Ford,ecc. - del Cavallo di Troia della psicosi collettiva del rapido esaurirsi delle risorse per l’aumento della popola-zione, da curarsi con dosi massicce di aborti di stato:
“Gli uomini continuano a vivere sul pianeta come i vermi sulla carogna: divorandola. Sanno che alla fine moriranno, ma continuano a divorarla.”
A. Peccei - Intervista - La Repubblica, 31 dicembre 1980

Ma che disastro quella genìa di sessuofobi, di assolutisti, di disperati, di blasfemi accumulatori di ori e di poteri, di impo-tenti e prepotenti, sbarcati, di nuovo, da una sponda all’altra del Tevere, e che disperazione i potenti, prepotenti, impoten-ti di qui, che hanno loro spalancato porte e portoni del Palazzo e delle loro storie, e coscienze!”.
Marco Pannella

Ma non ti vergogni di parlare di “coscienza”, tu che te ne sei disfatto, perchè essa “…è quello che ti dice-va tua madre prima che tu avessi sei anni”!? Tu che hai affermato che: “L’uccisione per aborto del tuo unico figlio è stato un atto d’amore”!? Ma hai davvero una bella faccia di corno! Sei davvero un bue che chiama cornuto l’asino!

Posted by admin on March 21st, 2008 No Comments

Lettera dal Brasile di denuncia dell’attività delle fondazioni neomalthusiane per legalizzare l’aborto per tutti i nove mesi

Gentile Direttore, Vi scrivo dal Brasile per chiedere aiuto a fermare un orribile
progetto di legge ideato dal governo del presidente Luiz Inácio Lula
da Silva che pretende LEGALIZZARE L’ABORTO
DURANTE TUTTI I NOVE MESI DELLA
GRAVIDANZA e che, una volta approvato, verrebbe usato dalle
organizzazioni internazionali che promuovono l’aborto in tutto il
mondo, con l’aiuto delle Nazione Unite, come esempio a essere
impiantato in altre nazioni, non esclusa l’Europa. Come spiego alla
fine della lettera, l’idea di fondo è quella che viene lavorata
dall’ONU, di dimostrare che i diritti umani non esistono nel
diritto internazionale se non dopo la nascita. È lamentabile, però
è così. Mai la dignità della vita umana è stata minacciata nei
suoi propri fondamenti come in questi ultimi anni. Scusatemi qualche
sbaglio d’italiano, chiedo il vostro aiuto.

Sono un italo brasiliano che accompagna le questioni riguardanti alla
difesa della vita con grande preoccupazione. Deputati
del Brasile il Progetto di Legge 1135/91, che include nella
sua redazione il sostitutivo del progetto elaborato dalla Commissione
Tripartita costituita dal Governo Lula nel 2005 e che pretende
legalizzare l´aborto facendolo completamente libero durante tutti i
nove mesi della gravidanza, dal concepimento fino al momento della
nascita.

Il deputato Jorge Tadeu Mudalen, attuale presidente della
Commissione di Securità Sociale e Famiglia della Camera dei
Deputati, dove sarà votato il progetto, deve nominare nei prossimi
giorni un nuovo deputato relatore per il progetto, perché
l´anteriore, la già deputata Jandira Feghali, ha perduto le
elezioni del 2006 giustamente a causa del suo impegno nel promuovere
questo assurdo progetto.

Informazioni provenienti della propria Camera permettono di affermare
che il Deputato Jorge Tadeu Mudalen è nel presente momento oggetto
di forte pressione perché nomini come nuovo relatore un deputato a
favore dell´aborto, anche sapendo che i parlamentari devono
rappresentare il popolo e un relatore a favore dell´aborto non
rappresenterebbe il pensiero del popolo brasiliano che è
schiacciantemente contrario alla legalizzazione non solo di questo
progetto che lo prevvede in tutta la gravidanza, ma anche se si
trattasse della legalizzazione dell’aborto nei primi mesi.

Chiediamo a tutti quelli che avranno letto il riassunto di questo
messaggio che si fermino qualche tempo a esaminare le informazioni
complete sottostanti su questo pazzesco progetto. La preservazione
della democrazia, che suppone il completo rispetto dei diritti umani da
parte di tutti i popoli, esige l´impegno dei cittadini non solo di
ogni singola nazione, ma dei cittadini dell’assieme di tutto il mondo
perché si mantengano informati chiaramente su como si avviano le
principali questioni riguardanti ai diritti umani. La promozione
dell´aborto, anche in Europa, è oggi un’azione internazionalmente
orchestrata da centinaia di organizzazioni che lavorano in rete mondiale
con l’appoggio attivo dell’ONU. L´aborto totalmente libero
durante tutti i nove mesi della gravidanza non è un´affare appena dei
brasiliani, giacché, sperimentato qui come pilota iniziale, sarà
poi proposto e imposto all´estero.

Chiediamo di scrivere un messaggio elettronico, inviare un fax o anche
fare una telefonata al Deputato Jorge Tadeu Mudalen, chiedendo, in
nome dell´universalità dei diritti umani che sono motivo di
preoccupazione per tutti, e non appena dei brasiliani, che lui non
tradisca i principi basici della democrazia nominando come relatore di
questo abominevole progetto un parlamentare non impegnato alla causa
dell´aborto. Che esso nomini come relatore un deputato che
rappresenti i veri fondamenti sui quali si basa la sana democrazia, il
primo dei quali fondamenti è il rispetto incondizionato alla vita
umana. Che venga nominato anche come relatopre un deputato che
rappresenti anche il vero pensiero della maggioranza del popolo
brasiliano. Il diritto alla vita non comincia con la nascita, come il
governo brasiliano e il diritto internazionale che si stà construendo
nelle Nazione Unite vogliono imporre a tutto il popolo brasiliano, e
che, una volta stabilito, si cercherà di espandere poi in tutto il
mondo.

Se non sei brasiliano e non parli il portoghese, scrivi o telefona
anche in italiano, che è ben compreso in Brasile a causa dei
moltissimi discendenti di italiano che qui vivono, e fai sapere al
deputato che le questioni che riguardano aI diritti umani sono oggetto
di vivissima preoccupazione da parte di tutta l’umanità.

In Brasile si capisce chiaramente che la pratica dell´aborto è un
delitto contro la vita umana. Però da diverse decade le grandi
Fondazioni Americani, come la Fondazione Ford, Rockefeller,
MacArthur, Packard e altre, con l’appoggio massiccio dell’ONU
che pressiona da più di dieci anni i paesi latino americani a
legalizzare l’aborto minacciandoli con accuse di violare trattati
internazionali di diritti umani se non lo fanno, versano ogni anno
almeno 20 milioni di dollari per pagare due centinaia di
organizzazioni, molte di loro fondate col denaro di queste stesse
Fondazioni, che lavorano esclusivamente per forzare il governo
brasiliano perché l’aborto non solo diventi legale ma anche una nuova
cultura.

Se ti sembra questa un’esagerazione senza fondamento, ti prego di
leggere il rapporto in spagnolo pubblicato dall’organizzazione
HazteOir intitolato “L’ATTACCO ALLA VITA:
L’ALLUCINANTE SFIDA DELL’ONU PER
IMPIANTARE L’ABORTO IN LATINO AMERICA”
[”Acoso y derribo a la vida: alucinante apuesta de la ONU por el
aborto en Iberoamérica”] nell’indirizzo web:

http://www.hazteoir.org/documentos/InformeAbortoIberoamericaDiciembre2006.pdf

Pubblicato da redazione il 24th Aprile, 2007 nelle pagine >> Attualità

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Posted by admin on March 21st, 2008 No Comments

Manifesto neomalthusiano

E’ impressionante notare come i DI.CO riprendano le linee guida di questo

MANIFESTO NEOMALTHUSIANO

ESEMPIO DEI PROVVEDIMENTI PER RIDURRE LA FERTILITA’

CON AZIONE GENERALE O SELETTIVA

Impatto universale

Impatto selettivo dipendente dalla condizione economica

Misure proposte con lo scopo di evitare gravidanze indesiderate

Controlli sociali

Limitazioni sociali: Deterrenti e incentivi economici: - Pagamenti per incoraggiare lasterilizzazione. - Aborto obbligatorio delle gravidanze extra-matrimoniali.
- — Ristrutturare la famiglia:a) posticipare o evitare il matrimonio;b) alterare l’immagine della famiglia ideale.

-

- Modificare la politica fiscale:a) consistente tassamatrimoniale;

b) tassa sui bambini;

c) tassare gli sposati più dei

celibi;

d) togliere l’esenzione fiscale

ai genitori;

e) tasse addizionali a scuola ai

genitori con più di un

bambino o due.

- Pagamenti per incoraggiare lacontraccezione.- Pagamenti per incoraggiare

l’aborto.

- Aborto e sterilizzazione a

richiesta.

- Perm - Permettere che certi

- contraccettivi siano distribuiti non non medicalmente.

- Sterilizzazione obbligatoria di tutti quelli che hanno due figli ad eccezione di pochi a cui ne sarebbero concessi tre.- Permettere di avere figli solo ad un numero limitato di adulti- Permessi tipo tesseramento per avere bambini.
- Educazione obbligatoria deibambini. - Ridurre / eliminare le licenze pagate di maternità o i sussidi. - Migliorare la tecnologiacontraccettiva. - Politica della casa:
- Incremento percentualedell’omosessualità. - Ridurre o eliminare gliassegni familiari. - Fare sì che la contraccezione sia veramente disponibile ed accessibile a tutti. a) scoraggiare la proprietàprivata della casa.
- Educare a limitare la famiglia - Premi per matrimoni ritardatio maggior distanziamentodelle nascite. - Migliorare le cure sanitarie materne con la pianificazione familiare come elemento centrale. b) smettere di concedere casepopolari sulla base delladimensione della famiglia.
– - Sostanze di controllo nella- fornitura di acqua potabile. - Pens - Pensione alle donne di 45- anni con meno di un certo umer numero di figli.

 

 

- Incoraggiare le donne alavorare. - Eli - Eliminare il pagamento di- aiuti sociali dopo i primi due ba bambini.

 

 

 

- Depressione cronica.

 

 

 

- Rich - Richiedere alle donne di- lavorare e fornire poche strutt strutture di cura dei bambini.

 

 

 

- Limitare / eliminare le cure- mediche finanziate pubb pubblicamente,diritto alla scuol scuola, casa prestiti e sussidi alle f alle famiglie con più di N. figli figli.

 

 

Fonte: “Activities Relevant to the study of Population Policy for the U.S.” Memorandum da Frederick S. Jaffe, Vicepresidente della Federazione Mondiale per la Pianificazione Familiare, a Bernard Berelson. 11 marzo 1969

Posted by admin on March 21st, 2008 No Comments