Dal Club di Roma al Partito democratico
Dal Club di Roma al Partito democratico
Il 7 aprile 1968, il già citato padre spirituale di Pannella, Aurelio Peccei, insieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali, fondò - con lauti finanziamenti della Fondazione Giovanni Agnelli- un’associazione non governativa, non profit, che ora vanta tra i suoi soci, economisti, uomini, d’affare, attivisti dei “diritti civili”, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di stato di tutti e cinque i continenti, che si chiamò il Club di Roma, perché in questa città si svolse la prima riunione presso l’Accademia dei Lincei. Citiamo questa “benemerita” associazione sia per chi non ha mai sentito parlare di neomalthusiani in Italia prima d’ora e sia soprattutto perché nel 1972 con la pubblicazione del Rapporto sui limiti dello sviluppo, edito dal celebre Istituto di Tecnologia del Massachussets (MIT), allarmò il mondo con quella che si sarebbe rivelata poi una leggenda metropolitana secondo cui l’Umanità non può continuare a proliferare e nello stesso tempo crescere economicamente a causa delle limitate risorse materiali, predicendo un rapido esaurirsi delle stesse. Apriamo una parentesi per dire che ad oltre 30 anni di distanza dobbiamo constatare che le cose sono esattamente al contrario: in Italia ed in Europa si cresce poco dal punto di vista economico a causa della scarsezza ed invecchiamento della popolazione. E vogliono pure i Di.Co! Ma sono veramente PACSI!, cioè per dirla in lingua napoletana-barese “Pecc(e)i”
Ma chi era costui, proposto nei bei tempi andati, da Pannella, che a sua volta propone “il rientro dolce” della popolazione, cioè il “genocidio gentile”, già proposto dalla neomalthusiana eugenista e razzista Margaret Sanger, grande nemica di neri, italiani ed ebrei e di tutti pesi morti della società, nientepopodimeno che a Presidente del Consiglio! (A proposito di nemici sono curioso di sapere se Pannella odia “solo” i cinesini oppure tutti quelli con gli occhi a mandorla - il suo amico, il dott. nazionalsocialista-spartano, Antinori Severino, va gridando per televisione che “i mongoloidi non hanno il diritto di nascere”- oppure tutti gli uomini. Credo che sia valida la terza ipotesi, che sia, cioè, antropofobo. Peccato! Avevo preparato per lui ed Antinori questo bello elogio che il compianto prof. Jerome Lejeune scopritore della trisonomia 21 faceva degli Spartani. “E’ proverbiale - diceva Lejeune - il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Lo scopo era quello di arrivare ad una razza superiore. Invece non fu così e resta il dubbio che Sparta sia scomparsa dalla storia, perché, eliminando i più deboli fisicamente, finirono per prevalere gli stupidi o se perché, essendo stupidi, decisero di eliminare i più deboli”. In compenso, a parte, (vedi pag. 20 e segu.) pubblico e commento una lettera di Pannella). Peccei che fu per trent’anni a capo del Consiglio Economico dell’Istituto Atlantico, manager di primo piano della FIAT di Gianni Agnelli, che come tutti sanno era amico di David Rockefeller e come lui condivideva l’idea di un governo mondiale, fondò il Club di Roma proprio per trovare la strada “giusta” per arrivare ad un governo mondiale, cioè al controllo globale del mondo ad opera di banchieri ed un’èlite di intellettuali. Tra i finanziatori del suo Club ci fu anche l’istituto German Marshall Fund, che comprende tra i suoi soci, tra gli altri, l’onnipresente David Rockefeller, il principe Filippo d’Inghilterra (Sì! proprio quello che ha detto che se potesse vorrebbe reincarnarsi in un virus per poter distruggere il cancro del pianeta terra e cioè l’uomo), Milton Cage, presidente della Fondazione Ford, ecc., ecc., ecc.. Nel suo libro “La
qualità umana” del 1974, nel riferire lo scopo della nascita del Club di Roma, il candidato di Pannella a Presidente del Consiglio dei Ministri, confessò il vero motivo per cui il Club commissionò e diffuse in dodici lingue il Rapporto “I Limiti dello Sviluppo” . “…per fortuna - scrive - al Club di Roma è occorso molto meno tempo [solo 4 anni rispetto ai 10 degli Achei] per trovare il suo cavallo di Troia e conquistare una prima posizione strategica, in una grande battaglia che è appena iniziata… [contro l’uomo, la vita,la famiglia]. “Il Cavallo di Troia” per poter terrorizzare la gente e per poterle farle accettare ogni tipo di soluzione anche la più iniqua ed illiberale, anche quella del controllo demografico attraverso l’imposizione dell’aborto di massa per scongiurare la catastrofe umanitaria, è stato appunto la favola delle scarsità delle risorse del Rapporto Meadows, come viene anche chiamato il rapporto del MIT, dal nome della prima firmataria. [Il terrorizzato, pur di attaccarsi a qualcosa che possa rassicurarlo e liberarlo dal suo stato di sofferenza e disperazione è disposto a credere e a fare tutto, ma proprio tutto quello che terroristi neomalthusiani gli propongono per uscire dal suo stato di angoscia paralizzante. Essi giungono anche a ricattarlo, perché se non fa come dicono loro, lui diventa responsabile morale,- anche se per i Dittatori del Relativismo non esiste nessuna legge morale - non solo della sua rovina, ma di quella dell’intera umanità. Per i neomalthusiani, insomma, il terrorizzato diventa un incapace d’intendere e di volere, una marionetta nelle loro mani, perciò ci terrorizzano sempre più con favole sempre più brutte, con psicosi collettive sempre più angoscianti (Esaurimento delle risorse, inquinamento, glaciazione, surriscaldamento, desertificazione, sconvolgimenti climatici, accanimenti terapeutici, ecc.) con lo scopo di farci accettare le loro soluzioni che conducono ad un lieto fine… per loro, ma che sono solo finali.]
Il candidato di Pannella, che si chiedeva: “… se tutto sommato rispetto al maestoso fluire dell’evoluzione l’homo sapiens non rappresenti un fenomeno deviante” e che (da membro del vero Movimento per la Vita, di cui si dichiarano soci tra gli altri Emma Bonino, lo stesso Pannella e Capezzone) affermava sicuro: “Un comportamento aberrante della nostra specie la rende colpevole davanti al tribunale della vita. Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può non definire cancerogena”, in questo suo libro ci rivela finalità e metodi de “I signori del mondo”, come Dimitris Evagghelopulos, chiama i Neomalthusiani nel suo libro, intitolato appunto, “I kyriarchi tou kosmou“, Ekdhosis Archetipo, Atene, che faremmo bene a conoscere, temere e combattere, se non vogliamo perire.
“Il Cavallo di Troia” del Rapporto Meadows, purtroppo, diede il là ai neomalthusiani americani per pensare alla legalizzazione dell’aborto di massa, per limitare le nascite, ricorrendo alla Corte Suprema Federale, servendosi del solito caso pietoso, falso, come loro. Il che puntualmente avvenne il 22 gennaio 1973, quando la Corte dichiarò incostituzionali le leggi degli Stati che vietavano la pratica dell’aborto, dando ragione a Roe versus Wade. Solo che Roe, alias Jane Roe, alias Norma McCorvey, ora pentita del suo gesto, aveva mentito dichiarando di essere rimasta incinta dopo essere stata violentata da una banda. Ma tant’è “i figli dei gatti acchiappano i topi”, così i neomalthusiani sono menzogneri ed omicidi come il loro padre Satana.
Quello che è successo nel Mondo dopo questa storica sentenza è a tutti ben noto. Al grido di “aborto libero, gratuito e subito”(così tutti diventeremo civili e ricchi come gli Americani), più di un miliardo di bambini sono stati uccisi dagli Stati nel grembo delle loro madri.
Ma cosa è successo in Italia in questi anni e come la Chiesa ha affrontato questo ciclone abortista?
Praticamente non c’è stata alcuna barriera, opposizione e resistenza fino al 2005. Addirittura si è giocato allo scarica barile, la Chiesa accusa l’ex DC, non solo di non aver bloccato nel ‘78 la legge sull’aborto , ma anche che essa porta la firma di tre democristiani e la firma che fa più male ancora adesso è quella dell’ex partigiana cattolica, Tina Anselmi, prima donna italiana a diventare ministro, perché qualcuno la vedeva come esponente di un vero femminismo capace di bloccare quello crudele e violento della Bonino e della Facci, che considera tuttora i figli e la famiglia nemici della donna. L’ex DC e i suoi residuati, a loro volta, accusano la Chiesa gerarchica con le sue organizzazioni cattoliche di non essersi mobilitate ed hanno ragione. Già infatti la gerarchia d’allora accusò le associazione cattoliche di non essersi mobilitate, ma a chi spettava mobilitarle?
La pagina più vergognosa della storia della Chiesa Italiana fu scritta poi il 17 maggio 1981, quando si straperse il referendum sull’aborto che si poteva stravincere, perché i vescovi e i preti, invece che da pastori, si comportarono da “cani muti”. Bastava che i preti parlassero in chiesa per salvare da morte milioni di bambini innocenti, il cui sangue grida vendetta non solo nei confronti di chi li ha uccisi, ma anche di chi aveva il dovere di difenderli e non lo ha fatto. Ed infatti dove i preti parlarono i Sì stravinsero anche con il 61%, mentre nei capoluoghi di diocesi dove i vescovi stettero muti si straperse. Dopo l’81 la pratica aborto fu praticamente archiviata. I vescovi, dando esempio di grande coraggio, prima virtù richiesta a loro secondo Giovanni Paolo II, con i soldati a disposizione che avevano non potevano pensare anche alla tragedia dell’aborto, meglio rimuoverlo dalla predicazione e dalla pastorale - in più si evitavano anche fastidi e grane con quel mostro mediatico di Pannella -, e le associazioni e i movimenti cattolici continuarono a coltivare i loro carismi come se nulla fosse successo in quel tragico 17 maggio 1981. (Fu talmente infausto il risultato di quel referendum che gettò nel dolore e nell’ambascia non solo i cristiani italiani, ma quelli di tutti il mondo, - la beata Madre Teresa di Calcutta ne rimase esterrefatta-:
1° perché si pensavano ai milioni e milioni di uomini e donne che avrebbero perso la vita,
2° perché le forze del male avevano stravinto e sembravano aver spezzato le reni alla Chiesa, che per giunta aveva un Papa che lottava tra la vita e la morte;
che giusto dopo quaranta giorni di passione della Chiesa qui in terra e di fervide preghiere di quella purgante e trionfante, Maria ottenne da Dio Padre di poter apparire a sei ragazzi a Medjugorje per portar soccorso alla navicella di Pietro che stava per essere travolta dai flutti. Ho fatto questo inciso per il carissimo Padre Livio di Radio Maria, che si chiede perché la Madonna è apparsa proprio il 25 giugno e si affanna a contare 40 giorni a partire dal 13 maggio, giorno dell’attentato al Papa. Al carissimo collega d’allora, in quanto ad attacco manifesti contro l’aborto (scusate la civetteria, ma paragonarsi a Padre Livio, sia pure come attacchino, serve a sollevare il morale ed è un antidoto contro tutti i calcioni e umiliazioni, che uno che lotta per la vita deve subire), voglio dire che tra il 13 ed il 17 maggio il giorno di gran lungo più critico per la Chiesa è il 17. Agli occhi del Mondo sembrava che il cristianesimo nell’Italia del Papa non contasse più nulla e fosse ormai al capolinea).
Solo un piccolo nucleo di persone di buona volontà appartenenti al Movimento per la Vita, sopportato se non addirittura osteggiato dal mondo cattolico, ha tenuto viva la fiammella della difesa della vita, ma ritenendosi troppo piccolo per combattere i mostri dell’abortismo nazionale e mondiale ha preferito tenerla sotto il moggio, temendo che se avesse denunciato l’orrore dell’aborto ed attaccato apertamente i nemici della vita sarebbe stato subito sopraffatto dal loro potere mediatico, economico e politico. La strategia della sopravvivenza, già criticata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta, a cui non piacevano i MpV Europei, perché solo alcuni dei suoi appartenenti era finiti in carcere per difendere i bambini dall’aborto, al contrario degli americani, dove in molti vi erano andati, però, si è rivelata, a dir poco, controproducente: non solo non si è riusciti a difendere i bambini e le loro madri dall’aborto e frenare la mentalità abortista, ma nemmeno ad accendere l’amore alla vita nella Chiesa ed infatti ci sono tuttora preti che ignorano addirittura l’esistenza del MpV. Così i laici, a cui la gerarchia raccomanda sempre di non sottrarsi alle sfide del mondo contemporaneo, non venivano messi nemmeno a conoscenza della grave minaccia neomalthusiana ed i temi della vita e della famiglia non trovavano posto né nei seminari e né nei vari progetti culturali elaborati in questi anni per far fronte…ecc.ecc. Essi che devono mettersi in gioco ed accettare “la prima sfida, che è la difesa della vita”, come diceva Giovanna Paolo II, non sono mai scesi in campo, preferendo fantasticare di improbabili vittorie negli spogliatoi. I dirigenti dell’Azione Cattolica, l’associazione per statuto più legata alla gerarchia, da cui provengono molti leader del Partito Democratico, (di cui è lecito chiedersi che sarà mai se, mentre era ancora in potenza ha spezzato le catene che tenevano legate le mani in Europa agli scienziati che volevano servirsi degli embrioni come cave d’organi ed ha partorito i DI.CO!), non hanno mai scritto un rigo nelle loro riviste sulla Giornata per la Vita fino alla presidenza di Paola Bignardi. Su queste si poteva liberamente scrivere di tutto, anche, in nome della scelta religiosa, per es. di “angosciose convergenze”, perché dopo che nella cattolica Spagna anche in Germania si prevedeva la vittoria dei cristiano-democratici e nessuno aveva niente da ridire, ma di difesa della vita proprio no. “La pugnalata alle spalle”, di cui ha parlato un vescovo, riferendosi alle sessanta firme raccolte da deputati e senatori della Margherita per indurre la vergine Rosy Bindi a concepire i DI.CO. è sì un colpo inferto da traditori, che per poter salire sull’asinello del Partito Democratico si vogliono disfare del “fardello” della famiglia, ma è anche una conseguenza dello scarsissimo interesse della Chiesa Italiana per la vita e la famiglia in questi ultimi trent’anni. La dichiarazione unilaterale di non belligeranza, il principio secondo cui non bisogna opporsi al male, ma proporre il bene, per somma nostra grande disgrazia, mentre ha reso pressoché inefficaci le prese di posizioni di Giovanni Paolo II, le cui grida contro i crimini dell’aborto ed in difesa della famiglia sono stati subito soffocati dai pacifisti strateghi di “sotto il moggio” che, molto umilmente si credono superiori al Papa e a Madre Teresa e che hanno provveduto subito a sistemare in polverosi scaffali anche l’Evangelium Vitae, ha dato praticamente carta bianca agli anticlericali, anti cinesi, anti famiglia, anti “pesi morti” (handicappati, vecchi decrepiti, ammalati allettati, terminali ecc.), anti pensionati (parassiti sociali), anti cristiani, anti domenica, anti bebè, anti umani radical-neomalthusiani, che hanno potuto fare il bello e cattivo tempo, fino ad imporre con una facilità incredibile, -pari sola a quella con cui Carlo VIII di Valois dalla Francia arrivò a Napoli -, la loro egemonia nella cultura, nei costumi e nelle leggi, senza praticamente essere ostacolati, ma anzi favoriti da molti teologi, intellettuali, giornalisti cattolici stupidi (la stupidità, secondo Bonhoeffer, non è mancanza di intelligenza, ma è deficienza di umanità e solo chi è senza cuore può favorire i predicatori dell’ amore libero - da ogni fedeltà, profondità, definitività, felicità -, dell’aborto libero, dell’eutanasia, della droga libera -di ridurre in schiavitù e condurre alla morte milioni di giovani-). Siamo arrivati al punto che i cristiani ora sono considerati cittadini di serie B, dhimmi (gente del Libro, non mussulmana, costretta a pagare una tassa per essere lasciata in pace nell’impero arabo-ottomano), secondo l’espressione di Magdi Allam, per non aver voluto contrastare i malvagi. E purtroppo sono in molti i cattolici, anche importanti, anche ex presidente della Repubblica, primi ministri, politici di ogni specie, che si considerano dhimmi e che per giunta, oltre al tributo richiesto dai radicali del silenzio di fronte alla loro protervia, arroganza, malafede e cattiveria, offrono in più spontaneamente interessamento, onore e stima ed anzi qualcuno non si vergogna di dichiarare la propria amicizia a questi folli tiranni, pur di poter ingrassare in pace. Solo il cardinale Ruini ha compreso le conseguenze nefaste di questa incondizionata resa dei chierici e laici cattolici, cittadini di serie b, ai più forti, ai terribili radicali ed ha rivendicato non solo stima e pari dignità, ma è intervenuto con decisione per fermare la barbarie radicale, che attraverso il referendum sulla legge 40/2004 voleva stabilire con il ricorso alla volontà popolare che l’uomo è solo un animale, come dice Darwin, da vivisezionare e sfruttare a piacimento. Il 13 giugno 2005 ha segnato una battuta d’arresto per questi barbari radicali neomalthusiani. Ma, purtroppo, come era del resto prevedibile, non si sono arresi, non si sono fermati ed è bastato un attimo di disattenzione ed un po’ di fiducia nel partito di Rutelli, il quale doveva farsi perdonare la sua scelta astensionista al Referendum, per farsi cogliere di sorpresa dalla mossa di quel mezzo ministro di Mussi, che ha cancellato la firma dell’Italia dalla dichiarazione etica che proibiva all’UE di finanziare esperimenti sulle cellule staminali embrionali. Disattenzione e imprudenza che sono costate care. Il 20 dicembre del 2006, Ernesto Galli della Loggia, dalle pagine del Corriere della Sera, dopo aver indorato la pillola, sentenziava che sì il Papa e Ruini, quando parlano suscitano un certo interesse, però, “gli intellettuali cattolici sono tanti, ma insignificanti“- Qui il termine intellettuali sta per tutti, l’editorialista del Corriere ha usato una figura retorica con la quale si indica la parte per il tutto, ad es. si usa il termine albero per indicare l’intera nave. Che le sue parole siano state intese come un’esortazione per Prodi a procedere sicuro, senza incertezze e tentennamenti sulla via dei PACS, ne sono la riprova sia la velocità impressionante con cui sono stati varati i DI.CO e sia anche i 60 pugnalatori della Margherita, che non ci hanno pensato un attimo a passare il Rubicone, pensando bene che fosse altrettanto facile sbarazzarsi della famiglia, così come era stato per l’infinita dignità e intangibilità dell’uomo allo stato embrionale, senza troppi danni (elettorali) e che, perciò, ne hanno approfittato subito per firmare…la loro condanna e scomparsa dalla Storia. Dopo la distruzione dell’embrione e della famiglia ci sarà, infatti, per effetto domino non solo la distruzione dell’Unione che ha vinto le lezioni nel 2006, ma anche della stessa Unione Europea. Ma se la Chiesa, le associazione laicali, i movimenti, gli ordini, le congregazioni, le confraternite, le fraternità, le Opere, gli Istituti, i comitati, le alleanze, le parrocchie, i circoli, le pie unioni, le scuole, le università ecc. si fossero mobilitate in difesa dell’embrione, quel colpo alle spalle i nostri sessanta si sarebbero ben guardati dall’infliggere e non ci saremmo ritrovati con tanti laici cattolici, fieri di essere ora nel parlamento solo laici, cioè radicali e neomalthusiani, cavalieri senza macchia e senza paura dell’anticlericalismo più abbietto e viscerale.
La Chiesa Italiana ha sulla coscienza quasi cinquemilioni di bambini uccisi con la 194/78, ha dalla sua trent’anni di disinteresse sui temi dell’aborto e della vita (tuttora ci sono vescovi che non ne vogliono proprio sentire parlare di aborto, tanto è vero che in tantissime diocesi italiane, anche molto popolate, non si fa niente, ma proprio niente di serio per difendere la vita nascente) non era possibile che i nodi non venissero prima o poi al pettine ed ora si trova ad essere perseguitata addirittura dai suoi. Male ha fatto a non ascoltare e a stringere il bavaglio intorno alla bocca di Giovanni Paolo II, che gridava ad una mobilitazione generale per distruggere “la congiura contro la vita”, ha preferito ascoltare i radicali e “non fare crociate” ed ora…il Pd, un minaccioso nuovo soggetto politico, che non promette niente di buono.
Alla fine di questo paragrafo un’altra strigliatina a quei deputati, figli degeneri di una Chiesa, madre snaturata, (perché senza amore verso “i più poveri tra i poveri”, cioè i bambini nel grembo materno), onorevoli che si ostinano ancora a dichiararsi cattolici, mentre sono solo ignari attori del complotto neomalthusiano contro la vita e la famiglia, destinati ad essere la coda dell’asino del Partito democratico, portato per le redini da Pannella, mentre credono di essere saliti sul treno del progresso: fatevi bene i conti, non andate dietro a chimere e a false illusioni, perché in premio avrete solo un po’ di sterco neomalthusiano, e cioè, nichilismo, disperazione e morte, per voi, le vostre famiglie e per l’Italia. Anche un ex deputato del PCI, l’on. Pietro Barcellona, mette in guardia da Pannella, in quanto “seminatore di illusorie libertà estratte, che dissolvono ogni idea di legame comunitario, di responsabilità collettiva, anche etica”.
) per “il genocidio gentile” e cioè “più bambini per gli adatti e meno per gli inadatti” 
ei primi anni ’50 si fondano contemporaneamente le due famigerate associazioni neomalthusiane, il Population Council (il Consiglio per la Popolazione e la Federazione Internazionale della Pianificazione Familiare (IPPF), in più le politiche antinataliste ed eugenetiche per il controllo demografico si sposano con le idee di Brock Crisholm, primo direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, della quale ha parlato Messori. Egli propagava l’idea di un governo mondiale e coloro che vi si opponevano erano considerati “nevrotici egoisti” e “mentalmente malati”. Per realizzare questo matrimonio gli uni portarono in dote e misero in comune il controllo demografico e l’altro il governo mondiale. Il controllo demografico per giungere ad un governo mondiale ed un governo mondiale per ottenere il controllo demografico. Crisholm indicò anche nel relativismo etico, che si è rivelato la più grande arma di distruzione di massa mai inventata, facendo finora almeno due miliardi di morti, l’unica strada per arrivarvi. Così il non c’è niente di “giusto e sbagliato” non solo nel campo della morale, soprattutto di quella sessuale, ma anche della religione, della cultura, delle tradizioni, ecc. è diventato l’unico dogma, l’unica ideologia, “Il Pensiero Unico” a cui attenersi per realizzare l’utopia del paradiso in terra per pochi ricchi. “La più resistente barriera allo sviluppo di un modo di vivere più civile nel mondo e ad un governo mondiale- diceva- era il concetto di giusto e sbagliato, categoria mentale che doveva essere sradicata, se necessario, anche usando la forza contro i genitori, nella mente dei bambini”. Il relativismo crisholmista con il pretesto di far fuori pregiudizi, codici di credenze, regole fisse e dogmatismo che impedirebbero “il governo mondiale” non solo ha avuto ed ha lo scopo di portare allo smarrimento e alla disperazione, come in effetti sta accadendo, singoli, popoli, nazioni e continenti, distruggendo ogni verità, certezza, sicurezza, con l’adulterare ed intaccare ogni identità nazionale, culturale, religiosa, familiare e personale, sradicando ogni radice, ogni memoria e togliendo ogni speranza, per poi riorientare e dirigere a loro piacimento e capriccio questa massa di disperati, ma anche di permettere a loro di stabilire di volta in volta ciò che è bene e ciò che è male a seconda di come più conviene. Ed, infatti, la Sanger fece intendere di aver assorbito bene il Crisholmismo, di aver imparato la lezione di coloro che “soffocano la verità nell’ingiustizia” (Rm 1,18), e ne approfittò subito per affermare che “Il più grande atto d’amore che possiamo fare ad un uomo è quello di abortirlo!” (Anche Pannella definisce un atto d’amore l’aborto del suo unico figlio!) Il fine del controllo demografico - per controllare il mondo -, unico rimedio e baluardo alla minaccia rappresentata per loro e per il mondo dall’aumento della popolazione soprattutto nelle nazioni povere doveva essere attuato con ogni mezzo, non essendo nessuno “sbagliato”. Non solo più, quindi, contraccezione e sterilizzazione, per diminuire le nascite, ma anche permettere, incoraggiare, costringere le donne all’aborto. Ogni tipo di aborto, in ogni fase della gravidanza, con qualsiasi metodo: raschiamento, chimico, di Karman (vedi foto a lato), a nascita parziale, ecc. Menzogne (come non ricordare le 20.000 o addirittura 40.000 donne che morivano ogni anno in Italia per aborto, mentre tutte le donne in età fertile dai 14 ai 49 anni e per tutte le cause (incidenti, malattie, droga, ecc) erano in tutto 15.000; terrorismo (pericolo di “esplosione demografica”, foto di bimbi malformati per costringere le donne di Seveso nel 1976 all’aborto); ricatti (meritano di essere citate a tal proposito le affermazione di P. Ehrlich, esperto di insetti, autore del libro “L’esplosione demografica”: “Si deve rifiutare ogni solidarietà internazionale a quei Paesi in rapida crescita demografica che non compiono ogni sforzo per limitare la popolazione. Gli Stati Uniti dovrebbero servirsi del loro potere e del loro prestigio per esercitare una forte pressione diplomatica o economica su quegli Stati o quelle organizzazioni (la Chiesa Cattolica Romana? ndr), che in qualche modo ostacolano la soluzione del più grave problema del mondo”); uso della forza e violenza (sterilizzazioni obbligatorie ed aborti forzati nell’India di Indhira Gandhi e nell’attuale Cina): tutto va bene per i salvatori e dominatori neomalthusiani dell’umanità, attraverso il controllo demografico. Nella vecchia Europa del “suicidio demografico”, “…nonostante siano riconosciute come perniciose sul piano economico e sociale” come ha detto Benedetto XVI nel suo discorso del 24 febbraio 2007 alla Pontificia Accademia della Vita, le politiche neomalthusiane del controllo demografico per il controllo del mondo vengono portate avanti con immutata determinazione e con un dispiegamento impressionate di capitali, tramite il quasi totale monopolio dei mass media, ricorrendo all’inganno e adescando i gonzi con l’esca dei “nuovi diritti umani” e delle “conquiste civili”! Anche la “rivoluzione sessuale”, seguita al famoso ed invalido Rapporto Kinsey, pubblicato nel 1948 e nel 1953, finanziato dalla Fondazione Rockefeller come lo fu anche Crisholm, al fine di dimostrare con una ricerca “scientifica” che nel campo della sessualità non c’erano cose come “normalità” o “anormalità”, non il “giusto e sbagliato” di Crisholm, fu voluta per veicolare e diffondere un’amoralità distruttiva della vita (anche se a prima vista, liberando il sesso dall’amore e da ogni moralità, può sembrare il contrario) e della famiglia! Il biologo Alfred C. Kinsey, che andò a cercare i suoi volontari nei manicomi e che applicò a 1200 esseri umani le tecniche usate nello studio di più di 2 milioni di insetti, che addomesticò a suo piacimento i dati, con il suo rapporto “50, 60 anni prima dell’anno 2000 [secondo la voce che la mistica tedesca, Beata Caterina Emmerich (n. 1774 - m. 1824), udì quando fu trasportata all’Inferno] sciolse Satana dalle catene che lo tenevano legato”. Da allora il sesso, libero da ogni tabù, da ogni regola, di gruppo, incestuoso, con gli animali, sempre più precoce, meglio se extraconiugale, rigorosamente controprocreativo, sempre più onnipresente, esigente, sempre buono mai cattivo, diviene l’acido corrosivo di ogni pudore, di ogni virtù, di ogni dignità, soprattutto della donna - “colpevole” di dare la vita e perciò deve espiare con la sua riduzione da collaboratrice della creazione a mero oggetto di piacere-, la grossa catena relativista con cui i neomalthusiani legano e riducono in schiavitù ogni singolo uomo e donna e l’intera umanità ed ora il brodo di coltura del flagello dell’AIDS. Ma ai neomalthusiani non basta più “la rivoluzione sessuale”, la potenza dell’istinto sessuale senza alcun freno per dominare gli uomini, in questi ultimi anni hanno pensato bene di finirla una volta per sempre con il “tabù antiproibizionista”, ora vogliono “la rivoluzione tossica”, per servirsi di quella forza mostruosa che è la dipendenza dalla droga per lobotomizzarli e renderli loro schiavi del tutto ed infatti Soros si batte per “la droga libera”. Essi, come Satana, schiavizzano ed uccidono con quello che offrono.
urtroppo No! Ben presto ai Neomalthusiani (ai quali la Beata Madre Teresa di Calcutta diceva: “Ma se ci tenete tanto a diminuire la popolazione, perché non date l’esempio e non vi impiccate?) non bastarono queste misure di pianificazione familiare, come chiamano loro la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto e passarono subito all’assalto della nostra tanto cara e amata famiglia, tanto difesa dal nostro grande Papa Benedetto XVI e dai suoi predecessori, in modo professionale, scientifico, metodico. Il loro attacco, come sappiamo, non conosce limiti morali né purtroppo confini nazionali, dovendo essi governare il mondo con il controllo demografico e soggiogarlo con la “Dittatura del Relativismo” ed essi combattono la famiglia essenzialmente per due motivi:
erché sta tanto a cuore ai neomalthusiani l’omosessualità?
ropagandano l’omosessualità, come sempre in nome della dittatura del relativismo, negandole una sua caratteristica peculiare, che è la disperazione ed affermando al contrario che è fonte di felicità. In una lettera indirizzata all’Avvenire il 1° marzo 2005, purtroppo mai pubblicata, denunciavo la chiara operazione neomalthusiana di presentare l’omosessualità come fonte di felicità nella fiction in gestazione alla RAI, presentata da Lino Banfi a “Batti & Ribatti”, dove affermavo tra l’altro che l’attore più che essere testimonial dell’UNICEF era testimonial della sua direttrice generale d’allora Carol Bellamy, messavi a capo da Clinton, perchè abortista e neomalthusiana. 
apa Benedetto XVI, il 17 febbraio 2007, nel discorso rivolto ai nunzi apostolici latinoamericani, parla della ”…famiglia che mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobby capaci di incidere negativamente sui processi legislativi.” Il Papa non dice quali siano queste lobby. Qualche giornale come il Corriere della Sera e La Stampa se lo son chiesto. I soliti noti laicisti hanno parlato di “caccia alle streghe”, perché le parole del Papa sono state intese anche come una severa condanna dei DI.CO, un deputato dell’UDC ha detto che queste lobby sono arcinote, ma non si è spinto più in là. Sorprende che il giornale dei cattolici l’Avvenire non si sia attardato nel dirci quali siano queste lobby. Risulta difficile credere che le consideri anche esso già arcinote ai suoi lettori, né si può pensare che non abbia voluto dare il giusto peso al grido di allarme del Papa sulla congiura contro la famiglia; vogliamo solo pensare semplicemente che il flusso vorticoso degli eventi sia nazionali che internazionali non abbia consentito al giornale di chiedersi e di dire ai suoi lettori quali siano queste lobby. Quando lo farà, se avrà modo di farlo, di sicuro integrerà l’elenco di lobby fatto dal nostro Vittorio Messori su La Stampa di Torino del 19 febbraio 2007, il quale ha parlato di: “Organizzazione mondiale della sanità, di certi settori della massoneria, delle associazioni gay soprattutto americane, delle multinazionali farmaceutiche, delle potenti organizzazioni ecologiste internazionali che odiano il cristianesimo per nostalgia del paganesimo, di circoli liberal-radicali del “politicamente corretto” ed ancora di “influenti settori del Partito Socialista Europeo, che all’europarlamento non ha accettato il cattolico Rocco Buttiglione come commissario e che non ha voluto menzionare le radici cristiane nella costituzione”. Qualcuno adesso si chiederà dopo un così lungo elenco di lobby antifamiglia: “Ma è mai possibile che ve ne siano altre!?” Ebbene purtroppo sì, ci sono, altroché se ci sono! Non si può non nominare, per dovere di giustizia, ad esempio la Banca Mondiale, che elargisce prestiti ai Paesi poveri solo se fanno una politica cosiddetta di “pianificazione familiare” e L’UNFPA (L’agenzia della Nazioni Unite per la popolazione), la stessa UNICEF non gode di buona fama. Per somma nostra disgrazia e per il mondo intero queste non sono che derivazioni di una grande piovra, diciamo pure del Grande Fratello, costituito da un gruppetto costituito dai “più ricchi tra i ricchi” e cioè “dai padroni del vapore” Rockefeller e Ford, poi da Packard, da Turner della CNN, a cui si è giunto ultimamente anche Soros, tutti neomalthusiani, che intendono gestire un potere planetario mediante il controllo demografico e la dittatura del relativismo.
) per “il genocidio gentile” e cioè “più bambini per gli adatti e meno per gli inadatti” 
ei primi anni ’50 si fondano contemporaneamente le due famigerate associazioni neomalthusiane, il Population Council (il Consiglio per la Popolazione e la Federazione Internazionale della Pianificazione Familiare (IPPF), in più le politiche antinataliste ed eugenetiche per il controllo demografico si sposano con le idee di Brock Crisholm, primo direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, della quale ha parlato Messori. Egli propagava l’idea di un governo mondiale e coloro che vi si opponevano erano considerati “nevrotici egoisti” e “mentalmente malati”. Per realizzare questo matrimonio gli uni portarono in dote e misero in comune il controllo demografico e l’altro il governo mondiale. Il controllo demografico per giungere ad un governo mondiale ed un governo mondiale per ottenere il controllo demografico. Crisholm indicò anche nel relativismo etico, che si è rivelato la più grande arma di distruzione di massa mai inventata, facendo finora almeno due miliardi di morti, l’unica strada per arrivarvi. Così il non c’è niente di “giusto e sbagliato” non solo nel campo della morale, soprattutto di quella sessuale, ma anche della religione, della cultura, delle tradizioni, ecc. è diventato l’unico dogma, l’unica ideologia, “Il Pensiero Unico” a cui attenersi per realizzare l’utopia del paradiso in terra per pochi ricchi. “La più resistente barriera allo sviluppo di un modo di vivere più civile nel mondo e ad un governo mondiale- diceva- era il concetto di giusto e sbagliato, categoria mentale che doveva essere sradicata, se necessario, anche usando la forza contro i genitori, nella mente dei bambini”. Il relativismo crisholmista con il pretesto di far fuori pregiudizi, codici di credenze, regole fisse e dogmatismo che impedirebbero “il governo mondiale” non solo ha avuto ed ha lo scopo di portare allo smarrimento e alla disperazione, come in effetti sta accadendo, singoli, popoli, nazioni e continenti, distruggendo ogni verità, certezza, sicurezza, con l’adulterare ed intaccare ogni identità nazionale, culturale, religiosa, familiare e personale, sradicando ogni radice, ogni memoria e togliendo ogni speranza, per poi riorientare e dirigere a loro piacimento e capriccio questa massa di disperati, ma anche di permettere a loro di stabilire di volta in volta ciò che è bene e ciò che è male a seconda di come più conviene. Ed, infatti, la Sanger fece intendere di aver assorbito bene il Crisholmismo, di aver imparato la lezione di coloro che “soffocano la verità nell’ingiustizia” (Rm 1,18), e ne approfittò subito per affermare che “Il più grande atto d’amore che possiamo fare ad un uomo è quello di abortirlo!” (Anche Pannella definisce un atto d’amore l’aborto del suo unico figlio!) Il fine del controllo demografico - per controllare il mondo -, unico rimedio e baluardo alla minaccia rappresentata per loro e per il mondo dall’aumento della popolazione soprattutto nelle nazioni povere doveva essere attuato con ogni mezzo, non essendo nessuno “sbagliato”. Non solo più, quindi, contraccezione e sterilizzazione, per diminuire le nascite, ma anche permettere, incoraggiare, costringere le donne all’aborto. Ogni tipo di aborto, in ogni fase della gravidanza, con qualsiasi metodo: raschiamento, chimico, di Karman (vedi foto a lato), a nascita parziale, ecc. Menzogne (come non ricordare le 20.000 o addirittura 40.000 donne che morivano ogni anno in Italia per aborto, mentre tutte le donne in età fertile dai 14 ai 49 anni e per tutte le cause (incidenti, malattie, droga, ecc) erano in tutto 15.000; terrorismo (pericolo di “esplosione demografica”, foto di bimbi malformati per costringere le donne di Seveso nel 1976 all’aborto); ricatti (meritano di essere citate a tal proposito le affermazione di P. Ehrlich, esperto di insetti, autore del libro “L’esplosione demografica”: “Si deve rifiutare ogni solidarietà internazionale a quei Paesi in rapida crescita demografica che non compiono ogni sforzo per limitare la popolazione. Gli Stati Uniti dovrebbero servirsi del loro potere e del loro prestigio per esercitare una forte pressione diplomatica o economica su quegli Stati o quelle organizzazioni (la Chiesa Cattolica Romana? ndr), che in qualche modo ostacolano la soluzione del più grave problema del mondo”); uso della forza e violenza (sterilizzazioni obbligatorie ed aborti forzati nell’India di Indhira Gandhi e nell’attuale Cina): tutto va bene per i salvatori e dominatori neomalthusiani dell’umanità, attraverso il controllo demografico. Nella vecchia Europa del “suicidio demografico”, “…nonostante siano riconosciute come perniciose sul piano economico e sociale” come ha detto Benedetto XVI nel suo discorso del 24 febbraio 2007 alla Pontificia Accademia della Vita, le politiche neomalthusiane del controllo demografico per il controllo del mondo vengono portate avanti con immutata determinazione e con un dispiegamento impressionate di capitali, tramite il quasi totale monopolio dei mass media, ricorrendo all’inganno e adescando i gonzi con l’esca dei “nuovi diritti umani” e delle “conquiste civili”! Anche la “rivoluzione sessuale”, seguita al famoso ed invalido Rapporto Kinsey, pubblicato nel 1948 e nel 1953, finanziato dalla Fondazione Rockefeller come lo fu anche Crisholm, al fine di dimostrare con una ricerca “scientifica” che nel campo della sessualità non c’erano cose come “normalità” o “anormalità”, non il “giusto e sbagliato” di Crisholm, fu voluta per veicolare e diffondere un’amoralità distruttiva della vita (anche se a prima vista, liberando il sesso dall’amore e da ogni moralità, può sembrare il contrario) e della famiglia! Il biologo Alfred C. Kinsey, che andò a cercare i suoi volontari nei manicomi e che applicò a 1200 esseri umani le tecniche usate nello studio di più di 2 milioni di insetti, che addomesticò a suo piacimento i dati, con il suo rapporto “50, 60 anni prima dell’anno 2000 [secondo la voce che la mistica tedesca, Beata Caterina Emmerich (n. 1774 - m. 1824), udì quando fu trasportata all’Inferno] sciolse Satana dalle catene che lo tenevano legato”. Da allora il sesso, libero da ogni tabù, da ogni regola, di gruppo, incestuoso, con gli animali, sempre più precoce, meglio se extraconiugale, rigorosamente controprocreativo, sempre più onnipresente, esigente, sempre buono mai cattivo, diviene l’acido corrosivo di ogni pudore, di ogni virtù, di ogni dignità, soprattutto della donna - “colpevole” di dare la vita e perciò deve espiare con la sua riduzione da collaboratrice della creazione a mero oggetto di piacere-, la grossa catena relativista con cui i neomalthusiani legano e riducono in schiavitù ogni singolo uomo e donna e l’intera umanità ed ora il brodo di coltura del flagello dell’AIDS. Ma ai neomalthusiani non basta più “la rivoluzione sessuale”, la potenza dell’istinto sessuale senza alcun freno per dominare gli uomini, in questi ultimi anni hanno pensato bene di finirla una volta per sempre con il “tabù antiproibizionista”, ora vogliono “la rivoluzione tossica”, per servirsi di quella forza mostruosa che è la dipendenza dalla droga per lobotomizzarli e renderli loro schiavi del tutto ed infatti Soros si batte per “la droga libera”. Essi, come Satana, schiavizzano ed uccidono con quello che offrono.
urtroppo No! Ben presto ai Neomalthusiani (ai quali la Beata Madre Teresa di Calcutta diceva: “Ma se ci tenete tanto a diminuire la popolazione, perché non date l’esempio e non vi impiccate?) non bastarono queste misure di pianificazione familiare, come chiamano loro la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto e passarono subito all’assalto della nostra tanto cara e amata famiglia, tanto difesa dal nostro grande Papa Benedetto XVI e dai suoi predecessori, in modo professionale, scientifico, metodico. Il loro attacco, come sappiamo, non conosce limiti morali né purtroppo confini nazionali, dovendo essi governare il mondo con il controllo demografico e soggiogarlo con la “Dittatura del Relativismo” ed essi combattono la famiglia essenzialmente per due motivi:
erché sta tanto a cuore ai neomalthusiani l’omosessualità?
ropagandano l’omosessualità, come sempre in nome della dittatura del relativismo, negandole una sua caratteristica peculiare, che è la disperazione ed affermando al contrario che è fonte di felicità. In una lettera indirizzata all’Avvenire il 1° marzo 2005, purtroppo mai pubblicata, denunciavo la chiara operazione neomalthusiana di presentare l’omosessualità come fonte di felicità nella fiction in gestazione alla RAI, presentata da Lino Banfi a “Batti & Ribatti”, dove affermavo tra l’altro che l’attore più che essere testimonial dell’UNICEF era testimonial della sua direttrice generale d’allora Carol Bellamy, messavi a capo da Clinton, perchè abortista e neomalthusiana.
on credo che a questo punto ci sia qualcuno che osi ancora affermare che le parole preoccupate del Papa sulle lobby che minacciano la famiglia siano solo un invito di “caccia alle streghe” e non un grido di allarme su di un pericolo reale che tutti dobbiamo raccogliere? O ancora se ci sia qualche sprovveduto che non si chieda: “Ma i DI.CO, che introducono nel nostro Paese i simil matrimoni con rapporti flessibili, liquidi, labili tra la coppia, al fine di non generare figli e rendere ben presto quei pochi che vengono al mondo orfani di padre o di madre e che presentano come cosa del tutto normale, in nome della “dittatura del relativismo”, i matrimonietti omosessuali e che prevedono privilegi fiscali per le coppie conviventi rispetto alle maritate, sono state davvero scritti dal ministro della famiglia o non piuttosto dal ministero dell’antifamiglia con a capo il